Ci sono archivi che conservano documenti. E poi ci sono archivi che raccontano un territorio, una comunità, il modo in cui una città cambia nel tempo. Il nuovo percorso dedicato all’Archivio Storico de Il Secolo XIX nasce da questa idea: trasformare oltre 140 anni di giornalismo in un’esperienza viva, consultabile e attraversabile. Le pagine del quotidiano diventano una lente attraverso cui osservare l’evoluzione del territorio e, in parte, anche del Paese. Politica, cronaca, cultura, costume, pubblicità, linguaggi, trasformazioni urbane: ogni articolo contribuisce a costruire un racconto collettivo che attraversa epoche e generazioni.
Il nuovo Archivio Storico de Il Secolo XIX nasce come luogo di conservazione, consultazione e ricerca, ma anche come spazio culturale aperto alla città. Il progetto di valorizzazione e digitalizzazione promosso dalla Fondazione Il Secolo XIX ha come obiettivo tutelare e rendere nuovamente fruibile un patrimonio documentario unico: milioni di pagine e oltre 125.000 fotografie che raccontano la storia di Genova, della Liguria e del Paese con un approccio integrato che unisce dimensione fisica e digitale. I materiali editoriali vengono resi nuovamente accessibili ed esplorabili, offrendo a scuole, studiosi, professionisti dell’informazione e cittadini la possibilità di attraversare la storia del territorio attraverso le pagine del giornale. Collettivo Digitale ha collaborato con Gruppo Panini Cultura, partner del progetto, contribuendo alla progettazione e alla realizzazione dell’allestimento digitale e dell’esperienza immersiva.
Uno degli elementi centrali dell’allestimento è la timeline interattiva, una postazione multimediale che intreccia la storia de Il Secolo XIX con gli eventi internazionali che ne hanno segnato il contesto storico. La parete combina una componente grafica permanente con un sistema di videoproiezione mappata integrato: una superficie narrativa dinamica che reagisce al tocco e permette al visitatore di esplorare diversi periodi storici. Articoli, fotografie e materiali audiovisivi emergono direttamente sulla parete, creando collegamenti tra vicende locali e internazionali e trasformando la timeline in un archivio vivo e in continua evoluzione.
Nella sala principale il centro dell’esperienza è un tavolo rotondo proiettato e interattivo. Qui la consultazione si trasforma in esperienza condivisa. La superficie del tavolo ospita una proiezione dinamica. Cinque sensori capacitivi integrati permettono ai visitatori di interagire direttamente con il sistema attraverso il tocco. Ogni gesto attiva contenuti differenti, orientati verso la posizione di chi sta utilizzando il tavolo. La postazione risulta una piattaforma narrativa che mostra come un giornale riesca, giorno dopo giorno, a costruire la memoria di una città.
Accanto alle installazioni immersive trova spazio anche una parte dedicata alla consultazione diretta dell’archivio digitale. Un grande tavolo interattivo con tre display touch permette di navigare articoli, numeri storici e prime pagine attraverso una piattaforma di consultazione dell’archivio progettata per rendere accessibile il patrimonio editoriale del quotidiano. La navigazione accompagna il visitatore dal quadro generale al dettaglio del singolo articolo, mantenendo sempre visibili riferimenti temporali, relazioni tra i contenuti e contesto storico. Interessante anche il dialogo continuo tra digitale e materiali fisici: accanto ai display sono infatti presenti giornali storici originali, creando un’alternanza costante tra consultazione su schermo ed esperienza diretta della carta stampata. Il risultato è uno spazio che parla di memoria, ma anche di lettura, ricerca e interpretazione.
Nel percorso espositivo il digitale riattiva l’archivio fisico e ne rende leggibili le connessioni. Articoli, fotografie, prime pagine e materiali editoriali vengono messi in relazione tra loro, permettendo al visitatore di attraversare oltre un secolo di storia seguendo temi, eventi, linguaggi e trasformazioni sociali. Ma dentro questo archivio non ci sono soltanto notizie. Ci sono le persone che il giornale lo hanno scritto, diretto e costruito nel tempo. Cambiano le epoche, cambiano i linguaggi, cambia il modo di raccontare la realtà, ma ogni pagina conserva il punto di vista di chi quel presente lo stava vivendo. E così, pagina dopo pagina, l’archivio smette di raccontare soltanto i fatti. Comincia a restituire il modo in cui Genova ha osservato sé stessa, trasformandosi nel tempo nel diario collettivo della città.
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