In Emilia-Romagna, all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, prende forma il primo corridoio esperienziale dedicato all’arte sanitaria pubblica in Italia. Il progetto nasce all’interno del Museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola e introduce un nuovo modo di accedere al patrimonio storico-artistico dell’Ausl Romagna attraverso strumenti digitali, contenuti multimediali e installazioni interattive. Nel Padiglione Salvador Allende, uno spazio quotidiano viene riorganizzato in un percorso che accompagna il visitatore tra storia, architettura e collezioni. Il sistema collega dodici sedi in nove città e rende leggibile un patrimonio costruito in oltre nove secoli, integrando piattaforme digitali e dispositivi fisici. L’intervento lavora sull’architettura esistente e costruisce una sequenza di ambienti interattivi ed esperienziali.
All’ingresso, il corridoio si anima: immagini e contenuti scorrono sulle pareti grazie ad una proiezione immersiva sincronizzata lungo le due pareti di accesso. Opere, luoghi e figure della storia scorrono in continuità, avanzando verso lo spettatore in un racconto visivo dinamico, accompagnato da una colonna sonora originale ad alto impatto emotivo. In pochi istanti prende forma una sintesi potente del patrimonio dell’Ausl Romagna: ospedali storici, donazioni, opere e territorio si intrecciano in una narrazione coinvolgente, capace di introdurre con forza e immediatezza la ricchezza del sistema
Al centro del percorso si colloca una postazione con display touch che rende leggibile e accessibile l’intero sistema del museo diffuso. Una mappa digitale interattiva guida l’esplorazione: i luoghi si organizzano in percorsi tematici e ogni punto attiva schede di approfondimento con immagini, testi e informazioni pratiche. L’esperienza può proseguire anche oltre lo spazio fisico grazie all’integrazione di QR code. L’interfaccia è progettata per essere immediata e flessibile: consente una consultazione veloce oppure un’esplorazione più approfondita, adattandosi ai diversi tempi di visita. Una sezione dedicata amplia lo sguardo alla rete nazionale degli ospedali storici ACOSI, mettendo in relazione il patrimonio locale con un contesto più ampio. Il software personalizzato, intuitivo ma ricco di contenuti, è stato sviluppato in collaborazione con MORE, azienda specializzata in sistemi multimediali avanzati.
Accanto alla mappa, una proiezione porta in primo piano le storie delle grandi donatrici dell’AUSL. Il video multimediale è stato realizzato attraverso una regia e un montaggio originali, pensati per un coinvolgimento diretto. L’audio, diffuso tramite sistema direzionale (campana sonora), crea uno spazio di ascolto raccolto e immersivo, senza interferire con l’ambiente circostante. Emergono così figure femminili che, con visione e determinazione, hanno inciso in modo concreto sulla nascita e sulla crescita delle strutture sanitarie in Romagna. Le loro scelte diventano parte di un disegno più ampio, dove l’iniziativa personale si trasforma in patrimonio collettivo. Un racconto che genera empatia e restituisce voce a una storia rimasta a lungo ai margini, riportandola al centro dello sguardo.
Una postazione dedicata all’approfondimento invita il visitatore a esplorare i contenuti attraverso quattro display touch, accompagnati ognuno da una monocuffia per un ascolto personale e immersivo. I materiali sono organizzati in video — slideshow, interviste, cortometraggi — e affrontano temi legati alla storia degli ospedali, alla formazione delle collezioni, al ruolo di donatori e donatrici, fino all’evoluzione dell’architettura sanitaria e della presenza dell’arte nei luoghi di cura. L’originale disposizione alternata, struttura lo spazio in modo fluido, favorendo un accesso autonomo e distribuendo i visitatori senza sovrapposizioni e consentono una fruizione modulabile, lasciando al visitatore la libertà di scegliere tempi e contenuti, soffermandosi sugli aspetti di maggiore interesse.
La postazione TANGENT introduce una modalità di fruizione multisensoriale, pensata per rendere i contenuti accessibili a un pubblico ampio e diversificato. Una mappa tattile degli edifici storici dell’ospedale di Forlì dotata di testi in Braille, permette di esplorare l’architettura attraverso il tatto, offrendo una comprensione spaziale immediata anche in assenza di supporto visivo. Pulsanti integrati attivano i contenuti audiovisivi sul display. I video approfondiscono la storia, il disegno architettonico e il rapporto dell’ex sanatorio con il parco, combinando materiali d’archivio e ricostruzioni 3D. Ogni contenuto è progettato secondo criteri di accessibilità — sottotitoli, lingua dei segni (LIS) e audio descrizioni fruibili tramite monocuffia — per offrire un’esperienza completa attraverso diversi canali sensoriali. Una postazione pensata per essere condivisa, senza creare percorsi separati: un unico sistema che consente a tutti di accedere agli stessi contenuti, nel rispetto delle diverse modalità di fruizione.
Il corridoio immersivo si inserisce in un progetto più ampio di digitalizzazione, catalogazione e costruzione di una piattaforma culturale diffusa, capace di mettere in relazione luoghi, contenuti e strumenti in un unico sistema. All’interno di questo processo, noi di Collettivo Digitale abbiamo curato lo sviluppo delle installazioni multimediali e dei dispositivi interattivi del corridoio, occupandoci della progettazione degli allestimenti, dello sviluppo di software dedicati, della grafica delle interfacce, della produzione e della regia dei contenuti video, fino alla definizione della postazione accessibile TANGENT. A completamento del percorso, abbiamo realizzato i pannelli di accompagnamento alle postazioni, pensati per orientare il visitatore, introdurre i contenuti e rendere più immediata la comprensione delle modalità di interazione. Mappe interattive, contenuti multimediali, apparati accessibili e supporti grafici concorrono così a rendere leggibile un patrimonio diffuso sul territorio, trasformandolo in un’esperienza unitaria, accessibile e facilmente esplorabile. In questo senso, il digitale non si limita a mostrare i contenuti, ma li organizza, li connette e ne facilita l’accesso, contribuendo a costruire una nuova forma di lettura e fruizione del patrimonio culturale sanitario della Romagna.
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