Non di solo pane

Musei Palazzo dei Pio

Il cibo come esperienza

Musei Palazzo dei Pio

Carpi

"Non di solo pane" ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi è un percorso espositivo che esplora la cultura rinascimentale attraverso il cibo, integrando installazioni multimediali interattive e sensoriali nel contesto storico.


L’esperienza del percorso si sviluppa tra avatar AI, proiezioni immersive e postazioni interattive e sensoriali, per narrare il ruolo sociale e simbolico della cucina, della tavola e del cibo nel Rinascimento. Le tecnologie interattive, integrate negli arredi e nello spazio espositivo, accompagnano il pubblico in un viaggio che intreccia storia, gesto e percezione.

Le installazioni multimediali riattivano le collezioni del museo: ceramiche, utensili e oggetti da mensa diventano punti di accesso narrativi, messi in relazione con immagini, video e interazioni. Il tema del cibo diventa un dispositivo accessibile: non richiede conoscenze pregresse e permette a pubblici diversi di entrare nel racconto attraverso esperienza diretta e sensoriale.

Le voci della cucina

All’ingresso delle sezioni, una serie di postazioni con avatar digitali basati su AI restituisce voce e presenza ai protagonisti del Rinascimento.
I grandi cuochi diventano guide del percorso, accompagnando il visitatore nella cucina, nella costruzione del banchetto e nelle abitudini alimentari. Attraverso le loro parole con un linguaggio che richiama il registro rinascimentale, emergono strumenti, gesti e significati, dando forma a un racconto concreto e vicino all’esperienza.

La tavola prende vita

Nella loggia centrale il percorso si organizza attorno a una grande tavola rinascimentale, ispirata ai banchetti dipinti da Paolo Veronese.
Una videoinstallazione immersiva ne percorre l’intera lunghezza, con una proiezione in loop che alterna una sequenza di dipinti – da Veronese a Leonardo fino a Caravaggio – a dettagli ingranditi degli stessi, accompagnati da brevi testi esplicativi. Gesti, oggetti e rituali emergono così con maggiore evidenza.
Il racconto si costruisce per dettagli: il servizio, il vino, il ruolo dei servitori, l’argenteria, le modalità di consumo. 
Ogni elemento evidenziato nella proiezione trova riscontro negli oggetti esposti nella bacheca sottostante. La tavola emerge così come un dispositivo sociale e simbolico, oltre che visivo.

Non di solo pane – Installazioni multimediali per la mostra sul cibo rinascimentale | Collettivo Digitale

Il pane: osservare, attivare, percepire

Abbiamo progettato il tavolo touch interattivo dedicato al pane, definendone sia il design sia il software che ne regola l’esperienza.
 Il sistema a ghiera mobile permette di interagire con la lente, attivando sensori che richiamano contenuti video dedicati alle diverse varietà di grano.
I video ricostruiscono l’ambientazione rinascimentale e raccontano usi e pratiche legate alla panificazione dei vari tipi di grano in uso nel Rinascimento. Brevi inserti testuali (tips) evidenziano i passaggi chiave, offrendo un livello di approfondimento integrato alla visione. L’esperienza è completata da un diffusore di profumo di pane appena sfornato, che introduce una dimensione sensoriale coerente con il racconto.

Non di solo pane – Installazioni multimediali per la mostra sul cibo rinascimentale | Collettivo Digitale
Non di solo pane – Installazioni multimediali per la mostra sul cibo rinascimentale | Collettivo Digitale

Carne e pesce: il cibo come identità

Il cibo diventa uno strumento per leggere la società, rendendo visibili differenze di ruolo, accesso alle risorse e condizioni di vita.
 Il tavolo digitale con software personalizzato mette in scena gerarchie e rituali attraverso la tavola.
Il visitatore esplora cinque figure della scala sociale – dal principe al contadino – ciascuna associata a un diverso modo di vivere il cibo. Selezionando un personaggio, si accede a brevi ricostruzioni video che mostrano ambienti, piatti e gesti.
Le differenze emergono dai dettagli: qualità degli ingredienti, quantità, modalità di servizio. 
Un quiz dedicato ad ogni personaggio, consente di confrontarsi con quanto osservato e aggiunge spunti di approfondimento attraverso curiosità mirate.
Il cibo si conferma così come indicatore immediato di status e condizione sociale.

Frutta e verdura: ascoltare il cibo

La postazione dedicata a frutta e verdura introduce un’interazione basata sull’ascolto. 
Il visitatore seleziona un alimento e, grazie all'indosso di una cuffia, ascolta il suono del morso.
Da questo gesto si attiva una narrazione audio che racconta usi, significati e caratteristiche degli alimenti nel Rinascimento. Il suono del morso diventa l’innesco del racconto, trasformando l’ascolto in una chiave di lettura del cibo.

Il vino: riconoscere attraverso i sensi

Il percorso si conclude con una parete olfattiva dedicata al vino, pensata come esperienza diretta di riconoscimento.
Ogni postazione diffonde specifiche essenze aromatiche. Dopo l’ascolto olfattivo, il visitatore interagisce con un tablet attraverso una serie di slider, attribuendo intensità alle diverse note percepite e costruendo una propria composizione aromatica. Il sistema restituisce il risultato e attiva contenuti di approfondimento, collegando l’esperienza al valore culturale e simbolico del vino nel Rinascimento.
Percepire, dosare, riconoscere: un’interazione semplice che usa i sensi come strumento di lettura, trasformando l’esperienza diretta in accesso al contenuto.

Non di solo pane – Installazioni multimediali per la mostra sul cibo rinascimentale | Collettivo Digitale
Non di solo pane – Installazioni multimediali per la mostra sul cibo rinascimentale | Collettivo Digitale

Un lavoro condiviso

Per la realizzazione del progetto abbiamo sviluppato software, contenuti multimediali, interfacce e arredi, curandone l’integrazione nello spazio espositivo. Per la ricostruzione storica dei piatti e degli ambienti abbiamo collaborato con la chef e architetto del gusto Alessia Uccellini, esperta di cucina storica. Insieme abbiamo progettato e realizzato un set dedicato, lavorando sull’equilibrio tra rigore storico, costruzione dei contenuti e resa visiva, in collaborazione con il videomaker Michele Lugaresi.
Il risultato è un percorso in cui contenuto e tecnologia lavorano in modo integrato, reinterpretando le collezioni del museo e trasformando oggetti quotidiani in strumenti di racconto, capaci di restituire il patrimonio in forma chiara e coinvolgente.

Dalla ricerca al progetto

Il progetto nasce da uno studio della committenza, che ha definito contenuti e linea narrativa.
A partire da questo impianto, abbiamo tradotto il racconto in un sistema esperienziale, lavorando sulla scelta delle tecnologie, sulle modalità di interazione e sull’integrazione tra elementi fisici e digitali.
Ogni installazione è stata progettata come un equilibrio tra materia e contenuto: oggetti, arredi e dispositivi diventano interfacce attive, capaci di innescare un racconto senza separare il piano espositivo da quello multimediale. Il risultato è un sistema coerente, in cui tecnologia, contenuto e allestimento lavorano insieme per rendere il percorso leggibile e armonico. Le installazioni sono progettate per restare nel tempo, diventando parte integrante del percorso permanente del museo.
Il progetto si inserisce in una visione del museo come luogo di ricerca e aggiornamento continuo, in cui le installazioni ampliano e riattivano il percorso esistente. Il percorso è pensato anche per attività educative e pubblici diversi, con dispositivi che funzionano sia in autonomia sia in contesti guidati.

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